I contorni

Stasera ero a cena con amici e parenti. Una serata come tante altre, ma mi sono proprio accorta di alcuni particolari che hanno attirato la mia attenzione. A cena era presente diciamo un ospite e mentre mangiavamo, mi sono accorta dell’atteggiamento particolare di un amico nei suoi confronti e mi sono soffermata ad osservare. Il suo comportamento non era il solito, era attento a cosa diceva e come si comportava, voleva fare una buona impressione a tutti i costi, e così mi sono così chiesta : ma perché dobbiamo per forza essere simpatici agli altri?

Molte volte per entrare in un gruppo e per sentirsi ben voluti, cerchiamo di fare i brillanti e spesso vogliamo a tutti i costi risultare tipi simpatici e affabili, persone che vale la pena inserire in quel determinato gruppo o ambito. Cerchiamo l’approvazione degli altri e lo facciamo diventare un motivo per essere diversi da quelli che siamo.. forse perché abbiamo timore a mostrarci? Può darsi, ma io penso che sia più per sentirsi apprezzati e tenuti in considerazione. L’essere se stessi alle volte ci sembra poco, ci sembra che se fossimo diversi potremmo essere più ammirati.

Ma alla fine, cosa cambia se siamo più ben voluti o meno?

Il dover essere sempre simpatici, spesso, molto spesso, ci porta a sembrare quasi scemi…

Mi rivedo molto in questo atteggiamento. C’è stato un periodo in cui insistevo fortemente per diventare amica di una ragazza. Mi rendevo conto di non essere me stessa in quei momenti, ma volevo così tanto le attenzioni di quella persona da essere necessario starle simpatica e tutte le volte rimanevo male, perché mi rendevo conto di non riuscire proprio a far breccia.

C’è stata una sera in particolare che, dopo l’ennesimo mio tentativo, mi sono proprio sentita lasciata da parte nonostante tutti i miei sforzi. Mi era stato chiesto da lei come stavo e proprio nel mentre io le stavo rispondendo, lei si voltò dall’altra parte per parlare con un’altra persona. Ci rimasi parecchio male in quel momento, al ché mi chiesi la motivazione per cui mi interessasse così fortemente essere considerata da lei. Qual’era il mio scopo? Di cosa avrei giovato? Non lo so… forse la mia autostima. Ma perché la mia autostima doveva per forza sottostare al giudizio degli altri? Com’è possibile che il giudizio degli altri sia così importante?

Ho compreso che cercare per forza di piacere alle persone non è salutare, e ne va della propria di salute mentale. Ho capito che se si cerca la propria di compagnia invece che quella degli altri, la propria di approvazione, è tutto molto più semplice, perché intanto, comunque la si voglia mettere, siamo solo noi a sentire ciò che sentiamo e a provare ciò che proviamo. Gli altri sono solo il contorno della vita che viviamo e del loro giudizio dovremmo cercare di farne a meno.

Se fossimo un po’ più fiduciosi in noi non ne avremmo davvero più bisogno.

“Ti ho ascoltato e ci ho provato”

Sono felice di essere utile alle persone che mi stanno accanto.

Mi piace quando la persona che ho davanti a me comprende ciò che voglio dire e riflette. Non so nulla in più rispetto agli altri, non so proprio nulla. Non mi credo una persona più intelligente degli altri e nemmeno più furba, anzi devo dire che proprio non lo sono furba. Sento però che da quello che ho vissuto, qualcosa posso averla compresa, e se io sono riuscita a superare qualche piccolo e insignificante ostacolo e so qualche trucchetto in più, perché non condividerlo?

L’altro giorno una cara amica mi ha detto “Ti ho ascoltato e ci ho provato”. Che bello.. Le ho detto di avere coraggio e di vedere la sua situazione da un altro punto di vista, le ho detto che se guardava bene il problema l’aveva già compreso, ma che forse faceva troppo male per affrontarlo di petto. Capisco e comprendo. L’ho vissuto anche io in altri modi. Ma è pazzesco come un desiderio che arriva dal cuore, chiesto in una giornata qualunque, prima o poi arriva davvero. I desideri vengono sempre esauditi prima o poi.

Mi piace cercare di capire le persone. Mi piace proprio trovare il senso per cui una persona è spinta a fare quello che fa. Mi chiedo sempre qual’è la vera ragione per cui ci sono persone così diverse tra loro e tutte le volte che mi immedesimo, trovo un lato della vita che magari non avevo notato e che potrei far mio.

Rubo un po’ da chi mi circonda, e perché no. Trovare sempre il perché, dà anche a me nuovi punti di vista, nuovi spunti per la mia vita. Faccio le mie valutazioni nel segreto del mio cervello e le faccio mie, per me, e se posso essere un sostegno, un piccolo aiuto in una faccenda, ne sono felice.

Mi piace aiutare gli altri nel modo in cui posso, dà una grande soddisfazione.

 

 

 

Chi sbaglia impara… non sempre ..

Esiste un lato positivo in ogni nostra esperienza. Saperlo vedere è davvero importante. Ti permette di riflettere sempre su cosa è successo, su cosa hai sbagliato e su come potresti fare per migliorare. Migliorare te stesso.

Non è sempre facile vederlo, soprattutto nelle situazioni più difficili, ma mi rendo conto che se si riesce a trovare, alla fine, il senso di quello che ci accade, ci rende sicuramente persone più consapevoli di noi stessi. Penso che non basti essere anziani per essere saggi. La saggezza deriva dall’esperienza, dall’aver provato le emozioni di una vita vissuta, fatta di gioie e di dolori, di sbagli e di successi. Deriva dalla capacità di fare proprie le nostre esperienze. Tutte quante sono importanti, anche quelle che vorremmo dimenticare.

Si dice spesso che dagli errori si impara.. non è detto. Non è l’errore che ci fa cambiare, ma la consapevolezza del sapere il perché abbiamo sbagliato. Siamo stati ingenui? Impulsivi? Testardi? Non curanti delle conseguenze? Può darsi.

Bisogna assumersi le proprie responsabilità per diventare grandi, anche quando da profondamente fastidio o quando ammettere di aver sbagliato è veramente uno sforzo immenso. Ma l’errore è un bene in realtà. Con l’errore ci si comprende, è evidente che ci sia un qualcosa su cui riflettere e questo fa sì di poter cambiare davvero. A volte invece si sbaglia e non si impara proprio nulla. Saper essere sinceri con se stessi e arrivare a comprendere i nostri difetti, può essere la nostra arma vincente. Se sappiamo quali sono i nostri punti deboli, possiamo difenderci meglio e, chi lo sa, magari superarli davvero.

L’esperienze difficili ci fanno crescere, ci fanno fare un salto di qualità. Certo, se fossimo un pochino più introspettivi e più fiduciosi di noi, forse non ci sarebbe bisogno di viverle , ma credo che la maggior parte di noi invece sia vulnerabile. Anche chi sembra invincibile.. anzi, forse chi sembra invincibile è ancora più fragile di quello che crede.

.Salvagente..

A volte le persone non sanno proprio fare a meno della sofferenza. Non sanno proprio star bene e decidere di andare oltre. Saper accettare come vanno le cose.. saper osservare ciò che merita di essere osservato e saper riconosce cosa invece non lo merita.

Se fosse tutto una favola o tutto una bugia sarebbe più semplice, perché non sarebbe vero. Saper constatare che però la maggior parte delle volte le bugie sono nella nostra testa è molto più difficile..

La sofferenza è come il pepe, ti brucia la bocca e ti pizzica fino a quando non mangi altre cose o non ci beve su, fino a quando non fai qualche cosa per far smettere il bruciore.

Tanta gente invece, si sente al sicuro nel proprio brodo di commiserazione. Reagire è meno facile, è più comodo rimanere affogati nelle proprie lacrime..non fare nemmeno lo sforzo per salvarsi, per cercare di aggrapparsi al salvagente, perché forse nemmeno lo si desidera davvero. Se la voglia di superare un ostacolo è davvero vera, reale, sentita, si arriva fino in fondo. Il fondo però mette paura, perché si tratta di parlare chiaro a se stessi. Si tratta di essere sinceri e di saper accettare quello che c’è da accettare. Il fondo è dentro di noi e basta. Solo noi sappiamo dare una risposta ai nostri guai e siamo solo noi a decidere se risolverli o meno.

Il desiderio di cambiare deve nascere nella nostra testa e se ciò accade, ci sarà sicuramente quel salvagente vicino a noi. Dobbiamo solo avere la forza di afferrarlo e prima o poi ci si salva, sempre.

 

grilli

Sono circondata da persone molto sicure di sé in questo periodo. Personalità forti che sanno sempre arrivare dove vogliono mentre io mi sento un po’ scema. Mi chiedo sempre come si fa ad essere così o come io potrei fare per diventare così. Se si potesse comprare l’autostima al supermercato non sarebbe più semplice?

Come si fa a trovare il modo per superare le proprie insicurezze? Qual’è la strada giusta?

Sono alla ricerca di questa strada ultimamente, la mia strada. Mi sembra di essere in un bosco, fitto di rami che si intrecciano sopra la mia testa, e vedo poco il sentiero. Lo perdo molte volte e non so più se andare a destra o a sinistra. Dovevo ricordarmi di portare la bussola con me, magari sarebbe stato più semplice.

In questo bosco credo di esserci da un po’ di tempo, ricordo una volta che dalla disperazione ho seguito un leprotto sperando che mi portasse in un bel prato soleggiato, ma è corso talmente in fretta che non sono riuscita a stargli dietro. Spesso mi ritrovo ad osservare i grilli, ce ne sono un sacco qua, che fanno un gran baccano con i loro richiami. Mi siedo vicino e li guardo. Non stanno mai fermi, saltano di qua e di là come matti senza fermarsi mai.

Forse finirò per trasformarmi in grillo a forza di saltare di qua e di là nella mia vita…

Noi figli

Un figlio non dovrebbe essere costretto a risolvere i problemi di un genitore.

Un figlio non chiede di essere messo al mondo e tanto meno di dover subire le loro scelte. Trovo profondamente ingiusto che chi dovrebbe prendersi cura di un figlio invece porti spesso problematiche da risolvere o situazioni difficili.

Io non sono madre quindi parlo solo da figlia.

I genitori prendono le loro decisioni, che si possono comprendere oppure no, che siano giuste o sbagliate, impulsive o meditate, ma le prendono da soli, giustamente senza consultare i figli in quanto è la loro di vita e questo potrebbe andare anche bene se ciò non avesse delle conseguenze su di essi.

Fare dei figli perché un giorno ci si sente pronti  non basta.

I figli vanno amati e protetti anche da grandi e le loro emozioni vanno tenute sempre in considerazione. Loro non hanno scelto di essere i vostri figli e tanto meno di risolvere o essere immischiati nei vostri problemi. Vorrebbero una vita serena, una famiglia forse non per forza unita al giorno d’oggi, ma soprattutto dopo una separazione dovrebbero essere lasciati in pace dai vostri problemi perché loro di problemi ne hanno altrettanti e forse più importanti dei vostri. Non trovo corretto che non si pensi poi così molto a loro, molte volte succede. Quando si sente dei litigi tra genitori facendo dei figli il pomo della discordia solo per vendicarsi sul compagno è veramente ingiusto. E lo grido proprio : E’ INGIUSTO! Chissene frega dei vostri cavolo di litigi, chissene frega delle vostre vendette!! Loro in mezzo non ci vogliano stare, se volete vendicarvi trovate delle altre soluzioni perché i vostri figli sono persone con dei sentimenti. Sono persone e non mezzi per arrivare a qualche contentino personale che poi lascia comunque il tempo che trova, o anzi lascia solo una grande ferita nel cuore di chi avete messo al mondo e che magari diventerà freddo con voi e si allontanerà inevitabilmente.

Quando decidete di fare dei figli siate certi di poter dare loro sicurezza e stabilità, amore e comprensione, e se in un futuro avrete dei problemi, (non sono contro alle separazioni sia chiaro) siate certi di non dare ai vostri figli più preoccupazioni di quelle che già una separazione porta.

Sono certa che se certe persone non facessero dei figli solo perché tutti li fanno,  forse molta gente sarebbe più serena e con meno problemi esistenziali.. ma se li fate perché li desiderate abbiate cura di loro, sempre, in ogni circostanza e in ogni problema. E anche quando saranno grandi e i problemi potrebbero essere diversi, considerate sempre che loro non vi hanno scelto e non hanno scelto di subire le vostre decisioni.

Siate giusti.

 

 

 

Le piccole cose

Ho sempre pensato per tanto tempo che la frase “le piccole cose contano” fosse solo una citazione da mettere nei Baci Perugina. Si è vero, le piccole cose contano, ma insomma diciamocelo davvero, a volte delle piccole cose non ci interessa. Progettare il futuro e ricordare il passato sono quasi il novanta per cento dei nostri pensieri. Il presente è solo il momento in cui  le pensiamo.

Invece ad un certo punto della vita tutto può cambiare radicalmente. Tutto.

Nella mia vita ad un certo punto tutto è cambiato.

Non c’erano più tante cose, tanti bei progetti che avevo fatto non potevano più essere realizzati e il passato rimaneva solo un ricordo nostalgico in cui la me bambina si rifugiava per trovare un po’ di pace, ma che purtroppo alla fine trovava solo rabbia e dolore.

In quei momenti i pensieri per il mio futuro erano solo quelli di trovare un modo in cui scappare dal posto in cui ero, mi dicevo “quando sarai grande andrai via da qui” e questo era l’unico mio grande scopo.

Nel mio diventare grande e ascoltando la mia me, mi sono accorta che con il guardare troppo avanti avevo dato per scontato cose che oggi non ci sono più e che non torneranno. Piccole cose, piccolissime anzi e scontate, tipiche in determinati ambiti, ma io non le ho più.

Sono stata arrabbiata molto, fin troppo, e solo quando ho capito che la mia rabbia per un qualcosa per cui io non potevo fare assolutamente niente mi stava negando, o meglio, mi stava impedendo di andare avanti, ho capito che l’unica cosa che potevo fare era arrendermi. Si, mi sono arresa davanti alla situazione, l’ho accetta per quanto sia stato doloroso farlo. Ho gettato le armi. Stavo combattendo contro i mulini a vento.. Stavo combattendo una battaglia in cui io non centravo nulla, ero solo quella che aveva subito e io non avrei potuto modificarla in nessun modo. Da quel momento, che per altro penso proprio sia stata una giornata qualunque, ho capito davvero cosa si intende con quella frase. Ho compreso che le piccole cose fanno il tuo presente e fanno la serenità, sono loro che ti accompagnano tutti i giorni, un abbraccio, un bacio, una carezza anche solo un sorriso o tutto quello che accade in un intero giorno di bello va apprezzato e custodito.

Oggi è solo un giorno, ma è l’unico giorno di cui siamo certi.

 

Testa bassa e riga dritto

Oggi camminavo e ho notato le persone intorno a me. C’e stata una ragazza che ha attirato la mia attenzione. Camminava da sola con gli auricolari nelle orecchie con lo sguardo basso, guardava avanti ma poco più in là dei suoi piedi. Sembrava pensierosa, serena tutto sommato, ma pensierosa.

L’ho incontrata diverse volte lungo quella strada, ma non mi ero mai accorta di questo particolare. Effettivamente se ci rifletto un attimo l’ho sempre vista che guardava per terra come se alzare lo sguardo davanti a sé fosse una prova da superare. Quella ragazza non la conosco quindi non saprei dire quali possano essere le motivazioni e i pensieri che le frullavano per la testa, ma mi ha fatto pensare molto. “Testa bassa e riga dritto” si dice no? Perché testa bassa?

Insicurezza credo. L’insicurezza di guardare oltre alla punta delle proprie scarpe, perché se si guarda altrove si rischia di inciampare.. Si ha spesso paura di inciampare nella vita e ci si sente più sicuri se si guarda bene dove si mettono i piedi, ma allo stesso tempo si perde anche tanto di ciò che ci sta intorno. Se si fosse guardata intorno avrebbe visto che c’era una bellissima pianta di fiori proprio vicino a lei con un mucchio di farfalle che le giravano intorno, c’erano i campi di grano che la leggera brezza della sera faceva danzare e c’erano anche gli sguardi dei cani nelle case che la osservavano passare con espressioni tutte diverse. Si sarebbe accorta che c’era il sole che stava tramontando e che creava una luce speciale questa sera. Si è così concentrati con la vita di tutti i giorni che non ci si accorge di avere qualcosa di speciale di fianco a noi che non notiamo mai,  forse perché è sempre stato lì. Si danno per scontato tante cose che invece non lo sono. Domani il sole non avrà più la luce di questa sera, sarà diverso.

Sarebbe bello non aver paura di inciampare nella vita, saper guardare il cielo sopra la nostra testa per guardare oltre i nostri passi.. ci perdiamo un sacco di cose importanti guardando solo poco più in là. E poi cosa potrebbe mai succedere se si inciampasse? La capacità di alzarsi di nuovo in piedi è in tutti noi, solo che spaventa il potersi far male. Spaventa, certo, e sono la prima a provare questa emozione, ma quanto è più importante non avere rimpianti un domani per non aver guardato il cielo quella sera dall’essersi sbucciati un ginocchio? Le ferite guariscono sempre, anche quelle dell’anima, ma il tempo è il momento in cui siamo adesso, senza un dopo e un prima, solo ora. Oggi noi siamo quello che siamo e proviamo ciò che proviamo. Darlo per scontato è da sciocchi.

Vivere al contrario

Vivere al contrario. Sarebbe divertente vedere se si potesse vivere camminando sulle mani con la testa al posto dei piedi. O vivere camminando all’indietro o con i vestiti tutti al contrario.

Forse però sto già vivendo al contrario dato che non capisco un accidenti di ciò che le persone fanno e dicono. Forse è il mio cervello ad essere al contrario… questo spiegherebbe molte cose. Vivere sulle mani non mi ci vedo .. direi che l’ipotesi più plausibile sia proprio il cervello. Avere un cervello al contrario per non capire un cavolo di questo mondo di dritti. Dritti che però nemmeno loro si capiscono.

Le persone sono strane. Non buone o cattive, semplicemente strane, da guardare con gli occhi di un bambino che non capisce niente di quando la maestra insegna l’equazioni di matematica. Sto imparando ad osservare così la gente.. con quel pizzico di interesse e di desiderio di capire che cavolo passa loro per la testa. Ogni persona mi ha stupito per cose diverse e ancora oggi mi continuo a sorprendere della mia incapacità a comprenderle, dell’inefficacia del mio impegno costante e della volontà di arrivare ad una conclusione, a tirare le somme. Chi si comporta in un modo e poi di colpo così come è arrivato cambia modo di fare, modo di pensare, modo di dire senza farti capire perché, senza farti capire che cosa è successo per cambiare così. E io rimango lì con uno sguardo assente a guardare dentro il mio cervello per trovare una spiegazione a tutto quello che accade. I migliori sono quelli che dicono una cosa e poi fanno di conseguenza l’esatto opposto. Persone disordinate che molte volte vivono ad un livello di confusione tale da non ricordare dove sia direttamente il cassetto dei calzini.

Però..essendo io al contrario, come posso andare bene in un mondo di dritti?  Dovrei trovare un mondo al contrario con gente al contrario, con la testa al posto dei piedi o con il cervello ribaltato.

Questo viaggio mentale di oggi è micidiale. … si può viaggiare quanto si vuole quando si è al contrario. Sognare non è da dritti è da storti!

sapersi leggere sarebbe bello

Diciamo che però se ci si potesse vedere dentro sarebbe una gran bella cosa. Potersi davvero aprire e consultare come un dizionario senza problemi sarebbe la soluzione a tutto. Senza ostacoli di vario genere, paure o cos’altro. Fondamentalmente ognuno di noi sa già cosa cerca e cosa vuole da se stesso, ma molte volte si ha paura di ciò che si vuole perché rompe quel nostro equilibrio che tante volte abbiamo creato con tanta fatica e che ci rende forti e difesi. Essere maturi però non vuol dire fare le cose con più coscienza o con più saggezza.

Il vero saggio non è colui che sta seduto a osservare e a dare consigli. Il vero saggio è quello che vive la sua follia e che vive per se stesso senza pensare ad un dopo o ad un prima. E così di conseguenza il vero folle è la persona che non rischia, che da seduto guarda lontano senza mai arrivare da nessuna parte. Il coraggio di prendere in mano la propria vita e di creare da questa un qualcosa di straordinario, la volontà di desiderare sempre il meglio per se stessi è un obiettivo che ci rende speciali e unici ed è la nostra opportunità di vivere l’unica vita che siamo certi di poter vivere, la nostra vita.