La potenza in una mano

Ieri sera mi sono resa conto di una cosa, un pensiero che mi è venuto così, senza motivo.

Sono sempre stata appassionata di cavalli e dell’ equitazione in generale. Ho sempre trovato in questo sport una grande scuola di vita. Insegna responsabilità e devozione, fatica, ma anche un grande scambio di sensazioni ed emozioni che penso pochi altri sport possano dare. Il legame che lega il cavallo al suo cavaliere è unico. Riuscire a trovare una comunicazione tra uomo e animale nel suo rispetto, è sempre stata la cosa che ho più ricercato. L’obiettivo è sempre stato quello di trovare tutto ciò senza la costrizione, senza forza o aggressività, ma nella leggerezza e nel tatto. Sentire il cavallo nel palmo della mano, senza costrizione.

Avere la potenza del cavallo nella leggerezza della propria mano. Una frase che ho sempre fatto mia.

Mi sono resa conto che nella mia vita il cavallo è sempre arrivato o ritornato nei momenti difficili. Nei momenti in cui c’era qualcosa che non andava. È sempre stato il mio rifugio. In maneggio trovavo sempre la mia me più serena e felice. Era come un ritorno a casa.

In quei momenti non c’erano impegni o fatiche che potessero esistere, non c’era il peso del dover per forza andare (in quanto il cavallo non è una bicicletta e non si può decidere quando andare. Si deve andare e basta)

Il mio salvagente.


Ciò che mancava alla mia vita era lì, nel legame con lui. Io cerco questo. La sensazione nella mano, il legame tra due anime, la forza, la potenza della volontà e la conclusione dopo la riuscita di una connessione unica.

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