La mia mente è a colori

Oggi è il mio giorno. Ognuno di noi ha un proprio giorno e questo è il mio. 27 anni fa ero nata da 3 ore circa. Chissà se dormivo o stavo già piangendo.

Questo giorno mi è sempre piaciuto. Il giorno 14 è un giorno rosso. Rosso non perché lo intendo come la festività segnata sui calendari, ma perché il numero 4 mi ricorda questo colore. Il 27 invece è verde, un verde brillante.

È divertente, la mia mente vede i numeri di un colore preciso, non so questo da cosa sia dato, ma è sempre stato così.

Mi piace pensare che la mia mente voglia colorare tutto ciò che è possibile, per rendere tutto più bello da pensare. E oggi in particolare mentre camminavo verso l’ufficio, avevo in testa mille colori. Canticchiavo e mi immaginavo un sacco di colori che esplodevano su uno sfondo bianco.

In fondo siamo tutti delle tele bianche se ci pensate, tele scarabocchiate dalla vita, con un mucchio di annotazioni prese di fianco e magari con qualche disegnino poco artistico. Il bello di essere delle tele è che volendo si può ricoprire tutto di nuovo di bianco. Certo, magari ci sono volte in cui ci va qualche mano in più, ma alla fine possiamo tornare bianchi e tornare a colorarci. Ci va olio di gomito, ma si può fare.

Ricordarsi che se si vuole si può fare. La tela sarà sempre la stessa, ma possiamo cambiare i colori che la decorano. Immaginare di poterlo fare e di dipingere, di dipingerci.

Io oggi mi dipingo di rosso e verde. Come fossi un pappagallo di quelli della foresta amazzonica, un pappagallo rosso e verde.

Che forte.

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