Invento

Ho incontrato un bambino che giocava oggi.

Non è successo nulla di speciale se non che mi si è accesa una grande lampadina in testa, molto luminosa. Mi sono accorta che sono alla ricerca di una me grande, precisa e puntuale, ordinata e rigorosa, ma che in realtà non esiste. Io sono una bambina. Sono una grande bambina. Voglio ancora avere la fantasia che mi occupa le giornate, voglio ancora avere quel pizzico di spensieratezza che mi faceva sembrare tutte le giornate speciali. Giornate che iniziavano con niente di speciale in realtà, ma che le facevo diventare super solo grazie a ciò che inventavo per me. Quando si è bambini si è solo se stessi senza tutte quelle tare mentali che abbiamo da grandi. Da bambini tutto è semplice. Mi bastava un pomeriggio assolato d’estate, due amiche e si facevano dei giochi che duravano tutto il giorno senza niente solo con la nostra fantasia.

Non so quanti giochi abbiamo inventato.

Voglio di nuovo saper inventare. Inventare me, senza paure o timori, fare ciò che mi va di fare, essere ciò che mi va di essere, ogni giorno. E’ così bella la fantasia che quando mi accorgo che ogni tanto spunta nella mia testa, qualche strana idea, mi diverto un sacco. Credo che quella bambina sia rimasta dentro di me, devo solo farla convivere con la mia grande che a volte prende il sopravvento.

Devo imparare un po’ dalla spensieratezza che avevo. Essere spensierati apre un sacco di porte in più, regalandoti un mare di emozioni date dai “non pensieri”.

In certi momenti vorrei “non pensare”, andare alla deriva e vedere come va.

Alla deriva di una barca di nome Alice.

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