Devo trovare dell’acqua

Che dire. Oggi penso agli sbalzi d’umore e a quanto è diverso un giorno dall’altro. Sempre le stesse cose da fare, è vero, ma con un “io” diverso. Sono diversa da ieri e sarò diversa domani. Mi piace questa parte di noi che cambia sempre,anche se non ce ne accorgiamo quasi mai. Si spera sempre di migliorare sé stessi e invece capita di peggiorare,di non rendersi conto di star peggiorando.

Mi sono accorta che l’influenza delle altre persone ci cambia,che lo si voglia o no. Magari siamo quelli che dicono “a me degli altri non interessa”,ma credo che alla fine ne siamo comunque influenzati. Una parola,uno sguardo,può farci cambiare atteggiamento.

Il pazzesco di tutta questa situazione è che capita,e io sono una di questi,che si diventa proprio come quelle persone che hai sempre detestato, e rendersi conto di questa cosa è davvero scioccante.

Si prende sempre qualcosa da chi ti sta accanto,il problema è che ci sono situazioni in cui non scegli le persone con cui condividere una parte della tua vita,te le trovi e basta. Ci passi giornate intere,quando, se fosse per te, probabilmente non le avresti nemmeno mai conosciute e mi rendo conto che la convivenza forzata alla fine influenza anche te.

Siamo come spugne che assorbono dall’esterno. Come spugne piene di sapone perché siamo pieni di idee e convinzioni. Siamo in un mondo di giudiconi e di persone maliziose, di persone che spesso diventano acide e cattive. Se guardiamo bene,sotto qualche aspetto purtroppo lo siamo anche noi. Persone qualunque che pensano di pensare con la propria testa,ma siamo sicuri che sia proprio così? Che la nostra testa non lavori invece a seconda di dove siamo,di chi conosciamo,di chi ci ha cresciuti e di chi incontriamo per la nostra strada? Siamo davvero sicuri di essere svincolati da tutto questo? Dalla vita di tutti i giorni?

Siamo come spugne, spugne sature di troppe cose inutili. Ciò che rende però positiva questa metafora e che le spugne si possono lavare,che il sapone si può togliere da dentro. Basta trovare l’acqua che ce lo lavi via.

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