Cervelli sui comodini

In questa ultima settimana credo di avere avuto il cervello talmente stanco di pensieri, da non essere più stato in grado di ritrovare un momento per svagarsi. Pensavo di andare via per riposarmi, per staccare dal quotidiano che per il prossimo mese e mezzo potrebbe mettere a dura prova la mia capacità cerebrale.

È come avessi un mattone dentro al cranio. Ultimamente è così pesante di pensieri da avere un peso specifico.

Sto scrivendo su una panchina, non nel solito parco, alla ricerca di spensieratezza. Dietro di me c’è la strada, non è un posto bellissimo ahimè, ma per oggi può andare bene così. Non voglio pensare a nulla per un momento, ascoltare solo quello che accade intorno a me. Persone che passeggiano, auto che passano e un cane che corre da solo lungo il viale, scappato dal padrone che lo rincorre. Niente di speciale, se non il momento di nulla di me.

Per un momento voglio solo essere un corpo su una panchina, un corpo non pensante. Quando sono uscita di casa poco tempo fa, ho deciso di lasciare il cervello sul comodino. Ho solo con me gli occhi per guardami in giro.

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