“Buttati che è morbido!”

Una persona mi ha detto : ” tutti hanno paura all’inizio, ma dopo la prima volta che cadi e vedi che c’è il materasso poi ti passa”.

Forse ci vorrebbe un po’ di contesto, ma trovo che questa frase possa averne molti. L’altezza spaventa, ti fa perdere la concezione della realtà, il materasso sotto non lo consideri e la caduta fa paura. Sono in discesa libera in questo momento e il materasso non lo vedo proprio. Non vedo cuscini o ammortizzatori, solo una lunga caduta verso il vuoto. Sono sicura? No, molte volte mi faccio prendere dallo sconforto. Sconforto di cosa? Non lo so nemmeno. Dipende da come mi sveglio e da cosa vedo ogni giorno.

Molte cose sono cambiate e la mia me è un po’ confusa da questo nuovo contesto. Ho perso molti mie punti fermi e sto cercando di trovarne di nuovi.

Un’altra persona mi ha detto : “In realtà tu credi di essere indipendente, ma non lo sei. Hai sempre bisogno di un’ancora”. Sì, è proprio così. Non sono coraggiosa, nonostante tanti me lo abbiano detto. Sono coraggiosa solo se ho una spalla. Non sono indipendente, le mie idee spesso si formano a seconda delle persone che incontro e questo non è sicuramente una cosa positiva. Riconosco molti dei miei difetti e quando vengono rimarcati, non sono così forte da riuscire ad analizzarli e ad andare oltre. Mi sento sbagliata e il continuo confronto, mi fa sentire sempre peggio. Non ho le idee chiare su di me e nemmeno su chi vorrei essere. Mi plasmo sempre a seconda della situazione in cui mi trovo.

Il mio sguardo sulla mia nuova realtà purtroppo non è cambiato del tutto ancora. Le mie fragilità sono sempre le stesse e oggi sono ancora più forti. “Mettersi alla prova è l’unico modo che hai per superarle” mi hanno detto. Vero, verissimo. Questa è l’opportunità che cercavo. Sarò capace di andare oltre? Non lo so.. credo che si può crescere, cambiare un po’ le proprie prospettive, ma è un processo lungo che richiede molti sacrifici. Tante persone non comprendo quando dico questa cosa, perché la ritengono una scusa. Vero anche questo, ma le mie scuse oggi sono l’unico modo che ho per rimanere a galla quando le mie fragilità vengono in superficie.

Il materasso lo si vede solo quando si ha coraggio, solo quando riesci per un attimo a stoppare il cervello e mettere da parte le tue fragilità. Il problema è che ogni giorno e come se fosse una realtà a se stante, indipendente, e il cervello lavora come se ieri non ci fosse stato, come se i progressi che hai fatto non esistessero.

Sto cercando un equilibrio per me stessa, tra coraggio e paura, fragilità e forza, altezza e materasso.

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