Giornata di Sole

E’ proprio vero che le belle giornate di sole aiutano il cervello a funzionare meglio. Siamo anche questo, legati alla natura. L’umore cambia sempre a seconda della giornata meteorologica che si presenta, almeno questo vale per me.

Oggi è una giornata di sole, se non lo avevate capito. Qui almeno.. Mi piace sentire le tortore che cantano, mi ricordano casa, la natura e la primavera. E’ la stagione del risveglio e magari mi sto svegliando anche io.

Non posso riportare quella che ero qui, se no tanto vale che io abbia mollato. Il mio cambio di vita è stata un’opportunità. Sono partita senza sapere dove andavo e cosa avrei fatto, sono partita dicendomi che l’unico modo per riuscire ad ambientarmi il prima possibile, era fare esattamente le stesse cose che facevo prima. Perché ho l’esperienza, mi dicevo. Bene, ogni giorno che passa mi ritrovo sempre più convinta che devo trovare una soluzione alternativa. Non posso tornare sui passi che ho lasciato qualche tempo fa. Voglio qualcosa di nuovo, un progetto su cui credere e costruire un futuro. Voglio provare a capire se c’è una soluzione alla vita che facevo tutti i giorni prima. Tanti mi dicono che il mio pensiero è legato all’esperienza che ho avuto e che quindi potrebbe essere deviato dalle esperienze negative del mio passato. Può darsi. Ma sono anche cosciente che non mi rivedevo in quell’ambiente, non vedevo la mia persona realizzata in quello che facevo, non per l’ambiente in cui ero.

Il ritentare qui, in un altro mondo, in un altra “vita” per me, sarebbe semplicemente aver spostato geograficamente il problema. Io non voglio fare quello che facevo. Non mi realizza e non mi da quella sensazione che vorrei avere facendo un qualcosa in cui credo. Il mio scopo qui è trovare il mio scopo e so che il mio scopo non può essere solo una questione di incassi a fine mese. I soldi sono necessari, certo, ma non fanno la felicità, almeno non per me.

Magari domani avrò cambiato idea di nuovo, non lo so, ma ho deciso di scrivere questo pensiero per metterlo nero su bianco, per fare in modo di rileggerlo nei momenti di incertezza e scoraggiamento. Vorrei riuscire a catturare il mio stato d’animo di oggi, per ricordarmi quanto invece le scommesse della vita potrebbero essere l’arma vincente, ma scrivere un’emozione purtroppo non si può, posso solo sperare di trovare in me quella sicurezza da non abbandonare più, la certezza di me.

I miei silenzi nascondono tante parole non dette

Avere il controllo. A tutti piacerebbe avere il controllo completo della propria vita, sapere come andrà, sapere cosa faremo e sapere che tutto andrà bene. Purtroppo però per tutte le cose che facciamo comunque non sarà mai abbastanza. Per quanto cerchiamo di organizzare, gestire il tempo e le nostre azioni, non sapremo mai come andrà a finire davvero.

Avere la certezza. Mi piacerebbe avere la certezza delle cose che capitano. A volte penso che il mio modo di essere non sia abbastanza ; navigo nell’insicurezza troppo spesso. Eppure non ho ancora trovato risposta alle mie domande. Eppure per quanto sforzo io faccia, non riesco a capire il perché alle mie “non risposte” nonostante ci pensi costantemente tutti i giorni. Ma mi sono resa conto di una cosa, proprio ora.

Sono circondata da persone sicure, che sanno (o forse credo solo di sapere questo non lo so) quale sia la loro strada. Ed è pazzesco quanto la loro sicurezza mi annebbi la mente, quanto il loro parlare mi mette in confusione. Spesso ciò di cui sono sicura svanisce nel momento in cui parlo con loro, come una bolla di sapone. E così ho imparato il silenzio. Ho imparato a zittire quella me che vorrebbe dire cose solo per la loro approvazione e comprensione. Per sentirmi apprezzata e ben voluta da loro. In questo processo mio personale, sto conoscendo i limiti della mia incertezza e i miei silenzi, le mie parole non dette, sono un punto fermo per me per capire fino a dove sono arrivata. È come se ci fosse uno sbarramento nella mia mente, una sbarra, come quella che si trova al casello dell’autostrada. Non un muro, perché oltre al muro non puoi vedere se non scavalcando, ma solo una sbarra che impedisca all’altro di avanzare, ma che gli permetta di percepire ed osservare. Che gli permetta di vedere che lì lui per ora non può entrare.

Sapendo dove sono alcune sbarre che in questo periodo sono calate lungo il cammino dentro di me, posso analizzare quali sono i sintomi di tutto questo. Quali sono le cose importanti su cui lavorare per me. Fino a quando non sarò certa di me, non potranno alzarsi e far passare. La forza di queste persone è troppo grande per me ora, mi schiaccia come un macigno e ora non posso farmi schiacciare.

Ma in tutto questo quei macigni, mi hanno fatto capire quali sono i punti dolenti. Quindi dico grazie hai miei momenti di smarrimento, a quando non sapevo cosa rispondere e alle vampate di calore che sentivo venire su dal petto. Grazie a loro posso scoprire i miei limiti e imparare a superarli.

Senza i macigni della vita non si cresce. Nella mia breve vita ho imparato a ringraziare le sventure. Le mie sventure mi hanno cambiato e mi cambieranno ancora.

 

La ragazza del treno oggi ha fatto un passo. Un passo importante per lei. Ha provato una nuova esperienza che la farà crescere.

Seduta su una poltrona in un treno che la porterà a casa, scrive i suoi pensieri a caldo. È proprio vero che la vita va vissuta e che molti miti iniziano a sfatarsi proprio mentre si agisce. Non è una sciocca, sa che è solo il primo di una lunga serie, ma è stato il primo ed è proprio il primo che fa più paura. Ci saranno altri momenti, altre situazioni che la metteranno in crisi, sicuramente, ma, come ogni volta, dopo la prima esperienza, lei ora vede tutto un po’ più luminoso, tutto un po’ più sereno.

“La vita ci conduce a delle sfide che sicuramente noi siamo in grado di superare.. solo che alle volte sembra sempre tutto più grande di noi ed invece alla fine scopriamo, se ci si riflette, che la vita è ben altro, che alla fine tutto quello che facciamo è un piccolo granello gettato al vento. E allora : perché essere preoccupati del futuro? Bisognerebbe imparare a guardare le cose per quello che sono, non per quello che noi pensiamo.”