Oggi sono nata

Oggi sono nata. Eccomi qui.

Quanto piangere che ho fatto. Che cos’è tutta questa luce? Dove mi trovo? Cosa sono tutti questi rumori e mani che mi toccano? A certo.. cos’è una mano? E cosa sono queste cose che si muovono davanti a me? Sento solo un grande rumore, dov’ero prima c’era molto più silenzio. Ho paura. Cosa succede?

Piango perché non so cos’altro fare. Piango e piango ancora. Urlo come una matta nel tentativo di far capire che non mi piace quello che mi stanno facendo. Non capisco più nulla. Davvero non so cosa fare. Mi sento impotente e senza nessuna speranza. Pensavo, ma non sapevo a cosa. Io non so niente. So solo quello che era stato fino ad un attimo fa, e ora invece non riconosco più nulla, tutto in un colpo è cambiato senza nemmeno che io avessi capito qualcosa.

Ad un tratto, però, sento un profumo. Lo riconosco. Quel profumo è famigliare, è l’unica cosa che era rimasta uguale a prima. Qualcosa mi tocca, ma non è più come fino ad un attimo fa. Questo tocco è dolce e leggero. Mi sfiora, come se chi mi stesse toccando avesse paura di farmi male. Sento di nuovo quel profumo. Sento una voce che mi dice di non piangere e di stare tranquilla, mi sento accarezzare e baciare. In quel momento ho capito che l’unica cosa che potevo fare era rimanere vicina a quel profumo. Mi dava tranquillità e sicurezza, mi faceva sentire a casa.

Solo qualche tempo dopo capii che quel profumo sarebbe rimasto accanto a me per molto tempo. Solo dopo ho capito che quel profumo sarebbe sempre stato quel legame a quel mio mondo che era stato prima di venire al mondo. Ogni mamma ha un profumo che i suoi figli riconosceranno sempre.

La mia rondine

Vorrei essere una rondine per volare via, per essere spensierata tra le nuvole senza nessuna paura. Il vento, il sole e il tempo a disposizione. La natura intorno a me che posso ammirare solo abbassando lo sguardo e le stelle che mi illuminano la notte, mie compagne. Vorrei la notte a disposizione per studiare le stelle la fuori per contare quante sono.

Sarei libera, libera da ogni catena che mi lega a oggi. Sarei decisa e testarda, sicuramente farei un sacco di viaggi da sola, ma anche tante soste per osservare ciò che mi circonda. Potrei forse trovare qualcuno che mi accompagni per questo viaggio, sarebbe bello, ma so che posso farlo anche da sola. So che posso farlo.

Sento la mia rondine, sento che vuole volare, è stata svegliata di colpo e ora vorrebbe uscire dalla gabbia. Sarebbe bello permetterle di volare e vedere dove potrebbe andare. Sarebbe bello scappare con lei, solcare i mari e volare fino al tramonto. Probabilmente un giorno lo farò.

Un viaggio con la mia rondine lo farò.

Il suono del silenzio

Dopo tanto camminare mi sono trovata proprio davanti a quel bosco che stavo cercando, chissà come ci sono arrivata. Stavo camminando ormai da ore senza avere una meta precisa, ma c’era una così bella giornata che non potevo starmene seduta in casa. Mi piacciono i boschi, sono l’ideale quando si cerca un po’ di pace. Si sentono solo i rumori della natura se ti addentri per bene, gli uccellini e il profumo dei fiori quasi inebriante. Proprio davanti a me c’è un cespuglio di rose selvatiche talmente belle che mi metto a guardarle da vicino per ammirarle meglio. Sono rosse con delle lunghe e aguzze spine, tanto belle quanto pericolose oserei dire.. è il loro modo per proteggere la loro bellezza immagino. 

Decido di proseguire, il silenzio di questo posto è così forte da poterlo sentire. Sì, credo proprio di aver sentito il silenzio. Che rumore ha il silenzio? Non è facile da spiegare.. non ha caso è silenzio, ma ha un suo suono che se lo ascolti con attenzione e quasi penetrante. Per un attimo ho saputo sentire solo quello, sono riuscita a escludere tutti gli altri rumori che mi circondavano e ho sentito solo il silenzio. Con gli occhi chiusi in mezzo ad un bosco. Da una sensazione di vuoto o meglio di estrazione dal mondo circostante. Sembra di essere in un’altra dimensione, sembra che intorno a te non ci sia nulla. Riuscire ad ascoltare anche quello che non si può ascoltare.

Mi accorgo che vicino a me c’è qualcosa che mi è veramente vicino, qualcosa che mi ronza intorno ormai da un po’ e che mi distrae dalla mia concentrazione. Aprii gli occhi e davanti a me, proprio davanti al mio naso, c’era una piccola fatina che sbatteva le ali a più non posso e che mi fissava dritta negli occhi.

Che strane creature. Era così piccola che poteva essere presa per un moscerino e si agitava intorno a me imperterrita, svolazzava di qua e di là come una pazza senza tregua. La osservai per un po’, non era assolutamente turbata dalla mia presenza, strano, dicono che le fatine siano piuttosto timide e timorose. Nonostante questa distrazione decido di camminare ancora un po’ e sempre con la mia fatina al seguito mi ritrovo in uno spiazzo nel bosco, come fosse un praticello ben tenuto in mezzo ad un sacco di alberi. Era uno spazio rotondo, mi è rimasto impresso questo particolare, rotondo quasi qualcuno avesse voluto farlo apposta. Ai bordi del praticello i tronchi degli alberi erano tutti incisi da parole in una lingua strana che non conoscevo. Era tutto così tranquillo in quel posto. Sono felice di averlo trovato. Lo sapevo che sarebbe stato bello.

Uno sguardo perso nel vuoto

L’altro giorno mi trovavo in un bar sulla spiaggia, in vacanza. Sole, mare e tranquillità. Non si poteva chiedere di meglio.

Mentre aspettavo il mio pranzo mi sono trovata di nuovo ad osservare le persone intorno a me e ho notato una famiglia con due bambini. Sono rimasta colpita dalle loro espressioni. Non sembravano arrabbiati o in preda a qualche discussione, ma semplicemente apatici. I due bambini erano entrambi occupati a giocare con i cellulari in silenzio, il marito leggeva il giornale e la moglie invece aveva uno sguardo perso nel vuoto davanti a sè. Mi è sembrata proprio una situazione strana. Sicuramente la famiglia si trovava in vacanza, avrebbe dovuto essere un momento di felicità e divertimento, invece mi sembrava di vedere quattro persone che in realtà pensavano a tutt’altro invece che stare assieme. L’ho trovata una situazione triste. Alla vista non sembrava una famiglia felice, tutti si facevano i fatti loro senza condividere niente. Sembrava una famiglia che alla fine di stare assieme non era così importante.

Ovviamente le mie sono tutte supposizioni, ma se fosse davvero così mi chiedo come mai arrivati a certi momenti molte persone non si accorgono più di chi hanno di fianco.

Sono rimasta stupita più che altro dalla signora. Non aveva una sguardo sereno, avrà avuto le sue buone ragioni sicuramente, ma a vederla non sembrava una persona felice. Eppure da fuori era una famiglia normale, come tante altre, forse come troppe… Famiglie che stanno insieme perchè lo sono sempre state, ma che in realtà forse per entrambi le emozioni e il piacere di stare assieme era passato da tempo. Nessuno dei quattro ha sorriso per tutta la durata del loro pranzo. Mi ha fatto pensare alla noia dell’abitudine. La noia.

Non trovo che queste famiglie unite siano alla fine meglio di quelli che si separano.

Mi è davvero sembrata una situazione triste da vedere. La condivisione è importante, dà ad una relazione, che sia di amicizia, parentela o amorosa, il vero senso dello stare insieme. Essere interessati alle persone che ci stanno accanto e vedere ricambiato l’interesse, è importante, fa rimanere vivo il sentimento. A volte, però, le cose finiscono senza nemmeno accorgersi, e quando finiscono dovremmo chiederci se lo stare ancora assieme è ancora importante e bello come un tempo, se ne vale ancora la pena davvero.

Spera

Spera che qualcuno ti possa amare. Spera che qualcuno ti possa abbracciare, che riesca a trasmetterti ciò che dentro di sé senza una parola. Spera di incontrare persone che ti sorridano. Desidera la bellezza,la forza e la determinazione. Ricerca l’ignoto e la curiosità. Acquista coraggio e passione. Sappi dominare la rabbia e l’impulso. Non dare per scontato la fiducia e l’amicizia. Concentrati per trovare la strada giusta,trovala e seguila senza indugi. Prova le emozioni non evitarne nemmeno una. Vivi il dolore a pieno,solo così potrai comprendere la felicità. Impara ad amare e ad essere amato. Sappi apprezzare la modestia e l’umiltà. Impara a conoscere i tuoi limiti e sfidali. Non abusare mai di nulla, ma vivi a pieno ogni momento e vivi quel momento senza pensare al futuro. Sogna, sognare libera la mente. Cresci sapendo che ciò che vivi è unico. Viaggia. Conosci il mondo per ciò che è, ammiralo e sappine godere. Usa l’astuzia per creare un posto migliore in cui vivere. Spera di essere un giorno padre per poter toccare l’amore con le tue mani.

Del domani non c’è certezza

Ancora una volta penso che le coincidenze siano davvero dei grossi segnali luminosi che ci indicano la nostra strada. Le coincidenze non esistono, esistono solo fatti e situazioni che ti si pongono davanti al momento giusto e senza nessuna fatica. Tutte le cose della nostra vita dovrebbero essere facili. Se una cosa inizia a diventare complicata o difficile, forse non è la scelta giusta.

Ciò che ci capita quasi per caso e sembra essere la soluzione a tutti i nostri problemi, è davvero ciò che è giusto per noi in quel momento. Decisioni difficili da prendere ce ne sono fin che mai, ma quando lo si desidera fortemente, capita un qualcosa per cui riesci a deciderti senza difficoltà. Prendi la decisione e basta.

Io sono fatta così. Quando prendo le mie grandi decisioni, ma quando le prendo per davvero, non c’è nessuno che possa farmi cambiare idea, o meglio, non c’è nessuno che riesca a smontarmi in modo così evidente la mia scelta. Spesso ci metto parecchio tempo, ragiono e rifletto su tutti i pro e i contro, ma quando decido di buttarmi in un’avventura (e fa sempre una grande paura), decido punto e basta. Vada come vada.

Anche se rifletto sul futuro, a cosa potrebbe succedere se andasse male, alle conseguenze che potrà causare questa scelta, subito dopo mi dico che pensare troppo a lunghi termini alla fine non giovi a nessuno. Del domani non c’è certezza, si dice, ed effettivamente è vero. Domani non sappiamo cosa sarà.

Si vive questo momento e basta. Comunque vada, ciò che porteremo a casa, un domani quando ci guarderemo indietro, sarà un’esperienza in più e anche se a volte non ce ne accorgiamo saremo sicuramente più grandi.

Lucchetti

Ci sono situazioni in cui ci ritroviamo solo per scassinare i nostri lucchetti.

Ci capitano delle cose nella vita che hanno come unico scopo quello di forzare delle porte che sono state da noi chiuse a chiave. E come se qualcuno ci mettesse davanti ad una sbarra e ci dicesse “o passi, o passi, decidi tu come”. Potremmo strisciare oltre alla sbarra oppure saltarla, buttarla giù con un calcio o aprirla piano piano, ma in qualche modo saremo tenuti a fare qualcosa. Ci sono momenti in cui davanti a quella sbarra ci sei e non puoi andartene via. C’è un motivo per cui ti ritrovi lì. La vita ti porta sempre davanti ai tuoi timori, per quanto sei stato scaltro ed intelligente, per quanto puoi aver pensato a tutti i modi per riuscire ad evitarli, prima o poi ti ritrovi dentro e non puoi fare altro che osservare quella porta, con il cuore che batte, e chiederti come farai a superarla.

Guarda bene, hai la chiave nella tua tasca.

 

I contorni

Stasera ero a cena con amici e parenti. Una serata come tante altre, ma mi sono proprio accorta di alcuni particolari che hanno attirato la mia attenzione. A cena era presente diciamo un ospite e mentre mangiavamo, mi sono accorta dell’atteggiamento particolare di un amico nei suoi confronti e mi sono soffermata ad osservare. Il suo comportamento non era il solito, era attento a cosa diceva e come si comportava, voleva fare una buona impressione a tutti i costi, e così mi sono così chiesta : ma perché dobbiamo per forza essere simpatici agli altri?

Molte volte per entrare in un gruppo e per sentirsi ben voluti, cerchiamo di fare i brillanti e spesso vogliamo a tutti i costi risultare tipi simpatici e affabili, persone che vale la pena inserire in quel determinato gruppo o ambito. Cerchiamo l’approvazione degli altri e lo facciamo diventare un motivo per essere diversi da quelli che siamo.. forse perché abbiamo timore a mostrarci? Può darsi, ma io penso che sia più per sentirsi apprezzati e tenuti in considerazione. L’essere se stessi alle volte ci sembra poco, ci sembra che se fossimo diversi potremmo essere più ammirati.

Ma alla fine, cosa cambia se siamo più ben voluti o meno?

Il dover essere sempre simpatici, spesso, molto spesso, ci porta a sembrare quasi scemi…

Mi rivedo molto in questo atteggiamento. C’è stato un periodo in cui insistevo fortemente per diventare amica di una ragazza. Mi rendevo conto di non essere me stessa in quei momenti, ma volevo così tanto le attenzioni di quella persona da essere necessario starle simpatica e tutte le volte rimanevo male, perché mi rendevo conto di non riuscire proprio a far breccia.

C’è stata una sera in particolare che, dopo l’ennesimo mio tentativo, mi sono proprio sentita lasciata da parte nonostante tutti i miei sforzi. Mi era stato chiesto da lei come stavo e proprio nel mentre io le stavo rispondendo, lei si voltò dall’altra parte per parlare con un’altra persona. Ci rimasi parecchio male in quel momento, al ché mi chiesi la motivazione per cui mi interessasse così fortemente essere considerata da lei. Qual’era il mio scopo? Di cosa avrei giovato? Non lo so… forse la mia autostima. Ma perché la mia autostima doveva per forza sottostare al giudizio degli altri? Com’è possibile che il giudizio degli altri sia così importante?

Ho compreso che cercare per forza di piacere alle persone non è salutare, e ne va della propria di salute mentale. Ho capito che se si cerca la propria di compagnia invece che quella degli altri, la propria di approvazione, è tutto molto più semplice, perché intanto, comunque la si voglia mettere, siamo solo noi a sentire ciò che sentiamo e a provare ciò che proviamo. Gli altri sono solo il contorno della vita che viviamo e del loro giudizio dovremmo cercare di farne a meno.

Se fossimo un po’ più fiduciosi in noi non ne avremmo davvero più bisogno.

“Ti ho ascoltato e ci ho provato”

Sono felice di essere utile alle persone che mi stanno accanto.

Mi piace quando la persona che ho davanti a me comprende ciò che voglio dire e riflette. Non so nulla in più rispetto agli altri, non so proprio nulla. Non mi credo una persona più intelligente degli altri e nemmeno più furba, anzi devo dire che proprio non lo sono furba. Sento però che da quello che ho vissuto, qualcosa posso averla compresa, e se io sono riuscita a superare qualche piccolo e insignificante ostacolo e so qualche trucchetto in più, perché non condividerlo?

L’altro giorno una cara amica mi ha detto “Ti ho ascoltato e ci ho provato”. Che bello.. Le ho detto di avere coraggio e di vedere la sua situazione da un altro punto di vista, le ho detto che se guardava bene il problema l’aveva già compreso, ma che forse faceva troppo male per affrontarlo di petto. Capisco e comprendo. L’ho vissuto anche io in altri modi. Ma è pazzesco come un desiderio che arriva dal cuore, chiesto in una giornata qualunque, prima o poi arriva davvero. I desideri vengono sempre esauditi prima o poi.

Mi piace cercare di capire le persone. Mi piace proprio trovare il senso per cui una persona è spinta a fare quello che fa. Mi chiedo sempre qual’è la vera ragione per cui ci sono persone così diverse tra loro e tutte le volte che mi immedesimo, trovo un lato della vita che magari non avevo notato e che potrei far mio.

Rubo un po’ da chi mi circonda, e perché no. Trovare sempre il perché, dà anche a me nuovi punti di vista, nuovi spunti per la mia vita. Faccio le mie valutazioni nel segreto del mio cervello e le faccio mie, per me, e se posso essere un sostegno, un piccolo aiuto in una faccenda, ne sono felice.

Mi piace aiutare gli altri nel modo in cui posso, dà una grande soddisfazione.

 

 

 

Chi sbaglia impara… non sempre ..

Esiste un lato positivo in ogni nostra esperienza. Saperlo vedere è davvero importante. Ti permette di riflettere sempre su cosa è successo, su cosa hai sbagliato e su come potresti fare per migliorare. Migliorare te stesso.

Non è sempre facile vederlo, soprattutto nelle situazioni più difficili, ma mi rendo conto che se si riesce a trovare, alla fine, il senso di quello che ci accade, ci rende sicuramente persone più consapevoli di noi stessi. Penso che non basti essere anziani per essere saggi. La saggezza deriva dall’esperienza, dall’aver provato le emozioni di una vita vissuta, fatta di gioie e di dolori, di sbagli e di successi. Deriva dalla capacità di fare proprie le nostre esperienze. Tutte quante sono importanti, anche quelle che vorremmo dimenticare.

Si dice spesso che dagli errori si impara.. non è detto. Non è l’errore che ci fa cambiare, ma la consapevolezza del sapere il perché abbiamo sbagliato. Siamo stati ingenui? Impulsivi? Testardi? Non curanti delle conseguenze? Può darsi.

Bisogna assumersi le proprie responsabilità per diventare grandi, anche quando da profondamente fastidio o quando ammettere di aver sbagliato è veramente uno sforzo immenso. Ma l’errore è un bene in realtà. Con l’errore ci si comprende, è evidente che ci sia un qualcosa su cui riflettere e questo fa sì di poter cambiare davvero. A volte invece si sbaglia e non si impara proprio nulla. Saper essere sinceri con se stessi e arrivare a comprendere i nostri difetti, può essere la nostra arma vincente. Se sappiamo quali sono i nostri punti deboli, possiamo difenderci meglio e, chi lo sa, magari superarli davvero.

L’esperienze difficili ci fanno crescere, ci fanno fare un salto di qualità. Certo, se fossimo un pochino più introspettivi e più fiduciosi di noi, forse non ci sarebbe bisogno di viverle , ma credo che la maggior parte di noi invece sia vulnerabile. Anche chi sembra invincibile.. anzi, forse chi sembra invincibile è ancora più fragile di quello che crede.