La vecchia me è scappata

Che strane sensazioni che provo. Com’è possibile che una passione grande come è sempre stata quella del cavallo per me oggi non la senta più mia? Mi sembra come se facesse parte di un passato che comprende un bel pacchetto di cose.

Ero in un maneggio poco fa e la sensazione che ho provato non è stata bella, per assurdo quasi sgradevole. È come se mi fossi persa, la me che è sempre stata di colpo è sparita. O forse è solo nascosta. Non trovo più quasi nulla della me di qualche mese fa. Fuggita. Se ci pensò troppo questa cosa non fa solo che agitarmi, ma al tempo stesso capisco che forse le strade che ho sempre percoso non sono più le stesse che vorrei percorrere. La vecchia Alice è semplicemente andata via. Senza lasciare un biglietto. Scappata. E ora mi ritrovo con una persona in me che non conosco per niente.

Nuova.

Strane visioni

Ponti elevatoi e acquiloni.

Oggi un ponte elevatoio si è aperto davanti a me, letteralmente. Ciò che è successo è che non ho dovuto aspettare davanti al ponte, come sono arrivata si è aperto il passaggio ai pedoni. Sapete quando si dice : “si chiude una porta e si apre un portone”? Beh a me si è aperto un ponte elevatoio. Ad ognuno le proprie conclusioni.

Sono sempre molto attenta a ciò che mi accade intorno, nonostante ora stia scrivendo camminando, e mi piace trovare un senso alle cose che mi accadono. Sarà un segno? Certo, ma nonostante questo segno positivo, subito dopo ho visto un acquilone. Era un acquilone a forma di uccello e il primo pensiero a cui ho pensato è stato a quanto probabilmente a quell’uccello sarebbe piaciuto volare per davvero, libero.

Sto cercando di liberarmi dai quei fili invisibili che mi tengono attaccata a terra. Voglio volare davvero.

Peter Pan

Il coccodrillo che fa tic-tac.

Poco tempo fa ho rivisto il film “Peter Pan”, anzi la storia dell’autore di Peter Pan. Storia di fantasia. Questi mondi fantastici sono il mio modo di sfuggire per un po’ dalla mia quotidianità. Mi piace vedere come la mente sia in grado di creare nuovi mondi e nuove realtà. Storie che non tutti siamo in grado di scrivere. Vorrei che la mia vita fosse fantastica, ma non fantastica nel senso di essere bellissima, ma di essere frutto di una mia fantasia. Ho il piacere tante volte di poterlo vivere nei miei sogni mentre dormo. La mia mente spesso crea mondi strani e assurdi che non hanno nessuna forma nella realtà di tutti i giorni, ma in quei momenti nella mia mente si crea un mondo dove davvero tutto è possibile.

Uno dei sogni più strani che ho mai fatto è stato quello in cui dovevo andare a salvare Heidi e riportarla sui monti. Quella era la mia missione, non esisteva la mia parte di me preoccupata o insicura, ma c’era solo la mia voglia di aiutare quella bambina. Mi piace trovare un senso a quello che sogno, mi aiuta sempre a capire a che punto sono con me stessa.

L’unico modo che ha la nostra anima di comunicare con noi è attraverso la nostra mente e a volte, quando proprio non ascoltiamo, usa altri metodi per farci capire come realmente stanno le cose.

Sognare è una delle poche cose che ci sono rimaste della fantasia di quando eravamo bambini. La fantasia è il regalo lasciato dai tempi lontani che purtroppo da grandi, spesso, riviviamo solo attraverso i sogni.

Rotaie

E la cosa bizzarra di questo blog è che mi piacerebbe davvero trovare un modo per renderlo il mio lavoro. Mi piace tanto poter scrivere le mie sensazioni e mi piacerebbe farsi che diventasse un aiuto anche per altri come me sono alla ricerca del senso della propria vita. Nello scrivere trovo sempre una parola che riesce ad incoraggiarmi o a consolarmi. Ho avuto il piacere di aiutare poche persone nella mia vita, ma questo mi ha sempre regalato una grande gratitudine. Questo voglio tutti i giorni per me, trovare la gratitudine rendendomi utile per qualcuno. Fare la differenza.

Da grande vorrei fare la differenza per qualcuno. Questo regala a me un grande senso di appagamento.

Vediamo sempre la strada come se fossimo su delle rotaie, invece siamo tutti immersi in un bel parco pieno di deviazioni. Vorrei avventurarmi in una di queste deviazioni.

Alti e bassi

Ieri con la mia insegnante di inglese abbiamo parlato degli alti e bassi della vita. Chi meglio di me oggi può parlarne. Un giorno mi sento una vincitrice, quello dopo un’indecisa e quello dopo ancora riparto da capo. Eppure ogni giorno per quanto possano essere uguali, nasconde una grossa verità : un qualche modo se guardi bene sei diversa. Piano piano sembra di vedere una piccola luce in fondo al tunnel, piccola, molto piccola. Non è sempre facile fare chiarezza in una mente confusa, per liberarci dai pensieri continui c’è bisogno della pratica. Peccato che la pratica, per essere messa in atto, avrebbe bisogno di un’idea. È un circolo vizioso che mi porta spesso, anzi troppo spesso, al punto di partenza. Ma in questo mio viaggio alla ricerca di me stessa ho incontrato un sacco di persone che giornalmente mi cercano di trasmettere la loro positività e il loro coraggio. Cerco costantemente di farlo mio. Di vedere un raggio di luce tra la nebbia che si è creata nel mio cervello. Mi sono però riscoperta piena di idee. Per ora nessuna pratica, ma con un sacco di idee.

Per ora non ho risolto nulla, ma qualche cosa comunque è cambiato.

Alti e bassi che giocano ogni giorno dentro di noi, umori e idee che cambiano a seconda del tempo. Credo proprio di essere meteoropatica.

Giornata di Sole

E’ proprio vero che le belle giornate di sole aiutano il cervello a funzionare meglio. Siamo anche questo, legati alla natura. L’umore cambia sempre a seconda della giornata meteorologica che si presenta, almeno questo vale per me.

Oggi è una giornata di sole, se non lo avevate capito. Qui almeno.. Mi piace sentire le tortore che cantano, mi ricordano casa, la natura e la primavera. E’ la stagione del risveglio e magari mi sto svegliando anche io.

Non posso riportare quella che ero qui, se no tanto vale che io abbia mollato. Il mio cambio di vita è stata un’opportunità. Sono partita senza sapere dove andavo e cosa avrei fatto, sono partita dicendomi che l’unico modo per riuscire ad ambientarmi il prima possibile, era fare esattamente le stesse cose che facevo prima. Perché ho l’esperienza, mi dicevo. Bene, ogni giorno che passa mi ritrovo sempre più convinta che devo trovare una soluzione alternativa. Non posso tornare sui passi che ho lasciato qualche tempo fa. Voglio qualcosa di nuovo, un progetto su cui credere e costruire un futuro. Voglio provare a capire se c’è una soluzione alla vita che facevo tutti i giorni prima. Tanti mi dicono che il mio pensiero è legato all’esperienza che ho avuto e che quindi potrebbe essere deviato dalle esperienze negative del mio passato. Può darsi. Ma sono anche cosciente che non mi rivedevo in quell’ambiente, non vedevo la mia persona realizzata in quello che facevo, non per l’ambiente in cui ero.

Il ritentare qui, in un altro mondo, in un altra “vita” per me, sarebbe semplicemente aver spostato geograficamente il problema. Io non voglio fare quello che facevo. Non mi realizza e non mi da quella sensazione che vorrei avere facendo un qualcosa in cui credo. Il mio scopo qui è trovare il mio scopo e so che il mio scopo non può essere solo una questione di incassi a fine mese. I soldi sono necessari, certo, ma non fanno la felicità, almeno non per me.

Magari domani avrò cambiato idea di nuovo, non lo so, ma ho deciso di scrivere questo pensiero per metterlo nero su bianco, per fare in modo di rileggerlo nei momenti di incertezza e scoraggiamento. Vorrei riuscire a catturare il mio stato d’animo di oggi, per ricordarmi quanto invece le scommesse della vita potrebbero essere l’arma vincente, ma scrivere un’emozione purtroppo non si può, posso solo sperare di trovare in me quella sicurezza da non abbandonare più, la certezza di me.

I miei silenzi nascondono tante parole non dette

Avere il controllo. A tutti piacerebbe avere il controllo completo della propria vita, sapere come andrà, sapere cosa faremo e sapere che tutto andrà bene. Purtroppo però per tutte le cose che facciamo comunque non sarà mai abbastanza. Per quanto cerchiamo di organizzare, gestire il tempo e le nostre azioni, non sapremo mai come andrà a finire davvero.

Avere la certezza. Mi piacerebbe avere la certezza delle cose che capitano. A volte penso che il mio modo di essere non sia abbastanza ; navigo nell’insicurezza troppo spesso. Eppure non ho ancora trovato risposta alle mie domande. Eppure per quanto sforzo io faccia, non riesco a capire il perché alle mie “non risposte” nonostante ci pensi costantemente tutti i giorni. Ma mi sono resa conto di una cosa, proprio ora.

Sono circondata da persone sicure, che sanno (o forse credo solo di sapere questo non lo so) quale sia la loro strada. Ed è pazzesco quanto la loro sicurezza mi annebbi la mente, quanto il loro parlare mi mette in confusione. Spesso ciò di cui sono sicura svanisce nel momento in cui parlo con loro, come una bolla di sapone. E così ho imparato il silenzio. Ho imparato a zittire quella me che vorrebbe dire cose solo per la loro approvazione e comprensione. Per sentirmi apprezzata e ben voluta da loro. In questo processo mio personale, sto conoscendo i limiti della mia incertezza e i miei silenzi, le mie parole non dette, sono un punto fermo per me per capire fino a dove sono arrivata. È come se ci fosse uno sbarramento nella mia mente, una sbarra, come quella che si trova al casello dell’autostrada. Non un muro, perché oltre al muro non puoi vedere se non scavalcando, ma solo una sbarra che impedisca all’altro di avanzare, ma che gli permetta di percepire ed osservare. Che gli permetta di vedere che lì lui per ora non può entrare.

Sapendo dove sono alcune sbarre che in questo periodo sono calate lungo il cammino dentro di me, posso analizzare quali sono i sintomi di tutto questo. Quali sono le cose importanti su cui lavorare per me. Fino a quando non sarò certa di me, non potranno alzarsi e far passare. La forza di queste persone è troppo grande per me ora, mi schiaccia come un macigno e ora non posso farmi schiacciare.

Ma in tutto questo quei macigni, mi hanno fatto capire quali sono i punti dolenti. Quindi dico grazie hai miei momenti di smarrimento, a quando non sapevo cosa rispondere e alle vampate di calore che sentivo venire su dal petto. Grazie a loro posso scoprire i miei limiti e imparare a superarli.

Senza i macigni della vita non si cresce. Nella mia breve vita ho imparato a ringraziare le sventure. Le mie sventure mi hanno cambiato e mi cambieranno ancora.

 

La ragazza del treno oggi ha fatto un passo. Un passo importante per lei. Ha provato una nuova esperienza che la farà crescere.

Seduta su una poltrona in un treno che la porterà a casa, scrive i suoi pensieri a caldo. È proprio vero che la vita va vissuta e che molti miti iniziano a sfatarsi proprio mentre si agisce. Non è una sciocca, sa che è solo il primo di una lunga serie, ma è stato il primo ed è proprio il primo che fa più paura. Ci saranno altri momenti, altre situazioni che la metteranno in crisi, sicuramente, ma, come ogni volta, dopo la prima esperienza, lei ora vede tutto un po’ più luminoso, tutto un po’ più sereno.

“La vita ci conduce a delle sfide che sicuramente noi siamo in grado di superare.. solo che alle volte sembra sempre tutto più grande di noi ed invece alla fine scopriamo, se ci si riflette, che la vita è ben altro, che alla fine tutto quello che facciamo è un piccolo granello gettato al vento. E allora : perché essere preoccupati del futuro? Bisognerebbe imparare a guardare le cose per quello che sono, non per quello che noi pensiamo.”

“Buttati che è morbido!”

Una persona mi ha detto : ” tutti hanno paura all’inizio, ma dopo la prima volta che cadi e vedi che c’è il materasso poi ti passa”.

Forse ci vorrebbe un po’ di contesto, ma trovo che questa frase possa averne molti. L’altezza spaventa, ti fa perdere la concezione della realtà, il materasso sotto non lo consideri e la caduta fa paura. Sono in discesa libera in questo momento e il materasso non lo vedo proprio. Non vedo cuscini o ammortizzatori, solo una lunga caduta verso il vuoto. Sono sicura? No, molte volte mi faccio prendere dallo sconforto. Sconforto di cosa? Non lo so nemmeno. Dipende da come mi sveglio e da cosa vedo ogni giorno.

Molte cose sono cambiate e la mia me è un po’ confusa da questo nuovo contesto. Ho perso molti mie punti fermi e sto cercando di trovarne di nuovi.

Un’altra persona mi ha detto : “In realtà tu credi di essere indipendente, ma non lo sei. Hai sempre bisogno di un’ancora”. Sì, è proprio così. Non sono coraggiosa, nonostante tanti me lo abbiano detto. Sono coraggiosa solo se ho una spalla. Non sono indipendente, le mie idee spesso si formano a seconda delle persone che incontro e questo non è sicuramente una cosa positiva. Riconosco molti dei miei difetti e quando vengono rimarcati, non sono così forte da riuscire ad analizzarli e ad andare oltre. Mi sento sbagliata e il continuo confronto, mi fa sentire sempre peggio. Non ho le idee chiare su di me e nemmeno su chi vorrei essere. Mi plasmo sempre a seconda della situazione in cui mi trovo.

Il mio sguardo sulla mia nuova realtà purtroppo non è cambiato del tutto ancora. Le mie fragilità sono sempre le stesse e oggi sono ancora più forti. “Mettersi alla prova è l’unico modo che hai per superarle” mi hanno detto. Vero, verissimo. Questa è l’opportunità che cercavo. Sarò capace di andare oltre? Non lo so.. credo che si può crescere, cambiare un po’ le proprie prospettive, ma è un processo lungo che richiede molti sacrifici. Tante persone non comprendo quando dico questa cosa, perché la ritengono una scusa. Vero anche questo, ma le mie scuse oggi sono l’unico modo che ho per rimanere a galla quando le mie fragilità vengono in superficie.

Il materasso lo si vede solo quando si ha coraggio, solo quando riesci per un attimo a stoppare il cervello e mettere da parte le tue fragilità. Il problema è che ogni giorno e come se fosse una realtà a se stante, indipendente, e il cervello lavora come se ieri non ci fosse stato, come se i progressi che hai fatto non esistessero.

Sto cercando un equilibrio per me stessa, tra coraggio e paura, fragilità e forza, altezza e materasso.