Oggi è oggi

Cosa dire, c’è una bella giornata qui e sono soddisfatta del mio week end. Ho fatto un po’ di cose che dovevo fare. Non mi dispiace più tanto stare da sola, sai? Mi piace fare le mie cose e organizzare quello che mi rimane da organizzare.

Oggi mi sento una persona con un grande entusiasmo e con una grande aspettativa per il futuro personale. Credo in quello che voglio fare. Ci ho sempre creduto, ma mi sono spesso lasciata pilotare dalle altre persone. Io sono così.. mi serve sempre un po’ di tempo per capire quello che voglio. Ma il bello è quando poi arrivò alla mia conclusione. Quando decido qualcosa posso avere anche tutti contro, ma magicamente non me ne importa più un fico secco.

Voglio seguire i miei sogni, perché sono bei sogni. Voglio credermi e darmi una possibilità.

Ho deciso che sono io a decidere quello che voglio fare e non il resto del mondo.

Oggi credo in me e non potrà essere che un successo.

Vorrei

Vorrei, vorrei.

Parola che uso spesso. Mi piace pensare di sapere ciò che vorrei, ma penso che il mio volere cambi di giorno in giorno. Ogni giorno ciò che desidero è diverso, come se mangiassi un cioccolatino e fosse mai dello stesso gusto. Il mio volere è una bandiera che cambia spesso direzione a seconda del vento. Mi entusiasmo per un sacco di cose che poi non hanno nessuna valida ragione di esistere nel mio cervello.

C’è chi pensa che sia un’eterna indecisa oppure una sognatrice che non ha chiaro dove vuole arrivare. Ma sai cosa c’è? Io non voglio arrivare da nessuna parte. L’indecisione finora mi ha portato spesso a raggiungere obiettivi che non avrei mai pensato di raggiungere. Una sorpresa ogni volta che arrivo a qualcosa.

È come se vivessi in un eterno cammino senza meta che mi fa incontrare e conoscere cose nuove, cose che non sapevo nemmeno esistessero. La mia vita è questo. La mia decisione sta nel decidere poco alla volta, un passo dopo l’altro, per quanto possa essere piccolo.

A passi costruirò la mia vita, a piccoli passi e solo quando sarò pronta a farli.

Una carota in bici

Oggi ho visto una donna arancione. Era talmente abbronzata che la sua pelle era davvero arancione. Una vera e propria carota con le scarpe e i vestiti.  

Beh, non si può dire che passi inosservata. Così colorata non mi stupirebbe che la si veda molto bene anche di notte. 

Non ha niente di profondo questo post oggi, volevo solo raccontare questo mio incontro strano. Troppe persone strane al mondo, tra le quali ci sono anche io.

Per fortuna almeno non sono arancione.

Fai un passo.

Avete mai provato ad essere su una montagna, dopo una lunga passeggiata e guarda il mondo da lassù? 

Vedere tutto il mondo più piccolo, tutto quello che è sotto alla montagna è così piccolo da sembrare un giocattolo. Guardare dall’alto la strada che si è percosa per arrivare fino in cima e considerare che, dopo tutta la fatica fatta, si è felici di essere arrivati fino a lì. Di aver scalato la montagna e di esserci riusciti.

Sembra tutto così lontano da questa visuale che non sembra nemmeno vero. Sembra di essere in un disegno con mille colori e particolari e probabilmente  stiamo facendo questa considerazione seduti su una roccia o un bel prato fiorito, perché la scalata è stata faticosa.

La fatica di arrivare all’obiettivo, è proprio vero che rende l’arrivo molto più gustoso. E se guardi bene ora la strada che hai fatto? Si, pensarai che è stata lunga, ma tutto sommato ora, che la stai guardando dall’alto, pare molto meno difficile di quando stavi per partire..

A volte quando ci si guarda indietro, capita di accorgersi che non era dura come si pensava, Continua a leggere Fai un passo.

La mia mente è a colori

Oggi è il mio giorno. Ognuno di noi ha un proprio giorno e questo è il mio. 27 anni fa ero nata da 3 ore circa. Chissà se dormivo o stavo già piangendo.

Questo giorno mi è sempre piaciuto. Il giorno 14 è un giorno rosso. Rosso non perché lo intendo come la festività segnata sui calendari, ma perché il numero 4 mi ricorda questo colore. Il 27 invece è verde, un verde brillante.

È divertente, la mia mente vede i numeri di un colore preciso, non so questo da cosa sia dato, ma è sempre stato così.

Mi piace pensare che la mia mente voglia colorare tutto ciò che è possibile, per rendere tutto più bello da pensare. E oggi in particolare mentre camminavo verso l’ufficio, avevo in testa mille colori. Canticchiavo e mi immaginavo un sacco di colori che esplodevano su uno sfondo bianco.

In fondo siamo tutti delle tele bianche se ci pensate, tele scarabocchiate dalla vita, con un mucchio di annotazioni prese di fianco e magari con qualche disegnino poco artistico. Il bello di essere delle tele è che volendo si può ricoprire tutto di nuovo di bianco. Certo, magari ci sono volte in cui ci va qualche mano in più, ma alla fine possiamo tornare bianchi e tornare a colorarci. Ci va olio di gomito, ma si può fare.

Ricordarsi che se si vuole si può fare. La tela sarà sempre la stessa, ma possiamo cambiare i colori che la decorano. Immaginare di poterlo fare e di dipingere, di dipingerci.

Io oggi mi dipingo di rosso e verde. Come fossi un pappagallo di quelli della foresta amazzonica, un pappagallo rosso e verde.

Che forte.

Ho visto una mucca dal mio terrazzo

Dal mio terrazzo c’è uno strano gioco di ombre. Ci sono delle tende da sole che formano una strana figura sulla parete della casa di fronte,sembra una mucca. La testa di una mucca per essere precisi, ma può anche sembrare un cane con un cappello o una ragazza con i codini e il cappello che usano in America per il diploma. Quante cose può sembrare una cosa a seconda degli occhi che la guardano. Quanti punti di vista possibili esistono? C’è un numero?

Ogni persona da una sua interpretazione delle cose a modo proprio,nessuna è uguale all’altra. Il bello di tutto ciò è poter imparare delle visioni nuove,anche quelle che non condividiamo,perché, chi lo sa,prima o poi potrebbero essere utili o potrebbero aprirci un mondo che non conosciamo. Se continuiamo a coltivare il nostro piccolo orticello,potremmo non cavarci mai un ragno dal buco eppure ci sono persone che credono di essere arrivate, di aver capito quello che sono senza smuovere di un millimetro le loro idee,senza nemmeno voler ascoltare ciò che hanno da dire gli altri.

Io credo saper ascoltare sia un ottimo pregio,che ogni opinione,ogni pensiero possa arricchirci e farci capire qualcosa in più di noi. Non tante persone la pensano così.

Punti di vista.

Devo trovare dell’acqua

Che dire. Oggi penso agli sbalzi d’umore e a quanto è diverso un giorno dall’altro. Sempre le stesse cose da fare, è vero, ma con un “io” diverso. Sono diversa da ieri e sarò diversa domani. Mi piace questa parte di noi che cambia sempre,anche se non ce ne accorgiamo quasi mai. Si spera sempre di migliorare sé stessi e invece capita di peggiorare,di non rendersi conto di star peggiorando.

Mi sono accorta che l’influenza delle altre persone ci cambia,che lo si voglia o no. Magari siamo quelli che dicono “a me degli altri non interessa”,ma credo che alla fine ne siamo comunque influenzati. Una parola,uno sguardo,può farci cambiare atteggiamento.

Il pazzesco di tutta questa situazione è che capita,e io sono una di questi,che si diventa proprio come quelle persone che hai sempre detestato, e rendersi conto di questa cosa è davvero scioccante.

Si prende sempre qualcosa da chi ti sta accanto,il problema è che ci sono situazioni in cui non scegli le persone con cui condividere una parte della tua vita,te le trovi e basta. Ci passi giornate intere,quando, se fosse per te, probabilmente non le avresti nemmeno mai conosciute e mi rendo conto che la convivenza forzata alla fine influenza anche te.

Siamo come spugne che assorbono dall’esterno. Come spugne piene di sapone perché siamo pieni di idee e convinzioni. Siamo in un mondo di giudiconi e di persone maliziose, di persone che spesso diventano acide e cattive. Se guardiamo bene,sotto qualche aspetto purtroppo lo siamo anche noi. Persone qualunque che pensano di pensare con la propria testa,ma siamo sicuri che sia proprio così? Che la nostra testa non lavori invece a seconda di dove siamo,di chi conosciamo,di chi ci ha cresciuti e di chi incontriamo per la nostra strada? Siamo davvero sicuri di essere svincolati da tutto questo? Dalla vita di tutti i giorni?

Siamo come spugne, spugne sature di troppe cose inutili. Ciò che rende però positiva questa metafora e che le spugne si possono lavare,che il sapone si può togliere da dentro. Basta trovare l’acqua che ce lo lavi via.

Ora ti ho capito. Solo ora.

Ho lavato i piatti poco fa e prendendo il detersivo, la bottiglia ha fatto le bolle. Che forti che sono. Ci ho giocato per un po’, è stato divertente.

Non mi piace essere disillusa, sentirmi disillusa. È una sensazione che non mi piace per niente,soprattutto quando riguarda le persone vicine.

Mentre scrivo mi viene in mente un discorso fatto poco tempo fa… Adesso ho capito cosa volevi dire. Capisco solo adesso ciò che mi stavi detto, e hai ragione. Dire le cose e poi non farle. Non è piacevole per l’altro, aggiungo soprattutto se ci si è di mezzo. Ho capito.

Quando si dice che si dà la propria parola,non sempre è solo per una promessa. La parola data è ciò che si dice. Quello che si dice è in generale la parola data, la fiducia si basa anche su questo. Bisogna imparare a dire solo quello che è vero,solo quello che si ha intenzione di fare davvero e riconosco che spesso io non lo faccio. Rifletto spesso su ciò che accade,ma molte volte ho bisogno di un fatto che mi faccia capire chiaramente.

Beh, ora ho capito.

In questo momento ho compreso che sono uguale alle persone che mi hanno fatto sentire disillusa. Sono una che disillude, non solo gli altri,ma soprattutto se stessa.

Le mie parole sono come bolle in effetti, si creano, ma sono spesso fragili e quando le si tocca,scompaiono. Debolezza e insicurezza creano questo strano evento.. Bolle di sapone.

Io creo me

Questo blog non viene letto da nessuno,se non da qualche amico. Non l’ho pubblicizzato da nessuna parte e nemmeno ho intenzione di farlo. Non è aggiornato quotidianamente,ma solo quando mi va.

Questo blog è nato per me,per parlare e scrivere di ciò che mi frulla nella testa. Non serve a nessuno se non a me.

Perché renderlo pubblico? Il fatto di scrivere in un posto dove tutti possono leggere e non solo nel mio lungo foglio word sul mio pc, mi è servito per iniziare a dire a qualcuno ciò che penso. Mi ha dato la possibilità di iniziare ad aprirmi,quasi come una terapia.

All’inizio avevo timore a scrivere qui,pensavo a cosa avrebbero potuto dire le persone che mi circondano e alle conseguenze di ciò che scrivevo,ma man mano invece ho riscoperto la mia me a cui piace un sacco quello che dice qui sopra. Mi dà un motivo per continuare a scrivere.

Il mio miglior modo di comunicare è sempre stato scrivendo su un foglio bianco e ritrovo sempre il piacere di farlo.

Ieri mi hanno detto che sono una persona creativa e a mio modo ovviamente credo di esserlo. Creo storie di me e creò una me quando scrivo.

Sono l’Inventrice di me stessa e desidero continuare a farlo.

Desideri speciali

Trovare la propria strada non è facile,ma quando la si trova credo che sia un’emozione fantastica. Desidero trovare la mia strada, per me e per il mio futuro. Voglio un qualcosa che mi lasci felice e interessata ogni giorno,che mi dia gratificazione e amore. Mi piace tutto ciò che ci riporta al nostro essere,alle cose semplici. Desidero aiutare nel modo in cui posso chi ho intorno. Mi piace sentirmi utile,mi piace aiutare gli altri,gli amici e perché no,anche persone che non conosco. Voglio poter dare il mio contributo al mondo,nel mio piccolo.

Quando troverò la mia strada,il mio futuro non potrà che essere un futuro speciale.

Voglio un futuro speciale per me.  Continua a leggere Desideri speciali