Chi diavolo è questa persona?

Ci sono persone che ti stupiscono talmente tanto che davvero non sai cosa dire. Rimani praticamente a bocca aperta chiedendoti “ma chi diavolo è questa persona?”. Atteggiamenti diversi per ambiti diversi. Come siamo strani. Abbiamo davvero mille maschere che cambiano a seconda di dove e come ci si trova. Cambiamo faccia sempre. Forse è dettato dalla società in cui viviamo? O forse dalle impostazioni che ci hanno raccomandato?

Abbiamo talmente tante facciate che ad un certo punto, credo che non si riconosca più la nostra vera persona. I veri noi, non sono molto di moda ultimamente.. siamo tutti omologati e uguali.

Ieri sera sono uscita con un amica a cena e ho osservato delle ragazzine, età tra 16-18, tutte vestite uguali e con lo stesso taglio di capelli. Era quasi pazzesca la cosa. Stesse paia di scarpe, top corti e jeans a vita alta. Mi sono chiesta, perchè tendiamo sempre a voler assomigliare ad altri per forza, qual’è il reale scopo. Ci sentiamo meglio nei panni di un’altra persona? O forse non lo si sa nemmeno perchè lo si fa..

Ma alla domanda “chi siamo” sappiamo rispondere?

Cosa vuoi fare da grande?

Abbiamo tutti in mente di fare il meno possibile a lavoro. Tante persone che conosco mi dicono “io nella vita non voglio più lavorare. Voglio diventare così ricco da non doverlo più fare”. Tolto il fatto che è una strada piuttosto improbabile, a meno che non si sia veramente fortunati, non trovo che sia poi così indispensabile smettere di lavorare. Basterebbe che il lavoro che si fa, piacesse. Realizzarsi nel lavoro non è cosa da poco.

Io vorrei realizzarmi nel lavoro che faccio, vorrei avere un lavoro per il quale tutte le sere quando arrivo a casa, sono felice di raccontare la mia giornata e di condividere ciò che mi è capitato di fare. Non voglio smettere di lavorare. Probabilmente fossi ricca lavorerei lo stesso, con la differenza che probabilmente potrei permettermi di scegliere cosa fare. Ma perché non poterlo fare lo stesso? Mi piace avere le mie giornate dedicate a qualcosa che amo fare, che mi appassiona. E devo dire, per mia fortuna, che credo di essere abbastanza curiosa nello scoprire cose nuove, da non dispiacermi se la mia vita mi portasse ad “diventare” tante cose.

Ancora oggi, non so dire cosa vorrei essere da grande.

In passato mi sono vista fare tante cose : l’astronauta, la biologa marina, l’istruttrice di equitazione o cinofila, la fioraia, la psicologa. Tutte cose con un unico filone probabilmente (a parte l’astronauta) che ancora oggi mi ispira.

Voglio un lavoro di cuore, come dico alle volte, un lavoro che mi possa dare altro alla fine della giornata che non aver imputato dei numeri al computer. Che abbia uno scambio di qualcosa tra esseri viventi per crescere e sentire cose diverse ogni giorno. Un dare per avere.

Desidero sentirmi utile per il mondo. Il mondo ha bisogno di persone utili.

Invento

Ho incontrato un bambino che giocava oggi.

Non è successo nulla di speciale se non che mi si è accesa una grande lampadina in testa, molto luminosa. Mi sono accorta che sono alla ricerca di una me grande, precisa e puntuale, ordinata e rigorosa, ma che in realtà non esiste. Io sono una bambina. Sono una grande bambina. Voglio ancora avere la fantasia che mi occupa le giornate, voglio ancora avere quel pizzico di spensieratezza che mi faceva sembrare tutte le giornate speciali. Giornate che iniziavano con niente di speciale in realtà, ma che le facevo diventare super solo grazie a ciò che inventavo per me. Quando si è bambini si è solo se stessi senza tutte quelle tare mentali che abbiamo da grandi. Da bambini tutto è semplice. Mi bastava un pomeriggio assolato d’estate, due amiche e si facevano dei giochi che duravano tutto il giorno senza niente solo con la nostra fantasia.

Non so quanti giochi abbiamo inventato.

Voglio di nuovo saper inventare. Inventare me, senza paure o timori, fare ciò che mi va di fare, essere ciò che mi va di essere, ogni giorno. E’ così bella la fantasia che quando mi accorgo che ogni tanto spunta nella mia testa, qualche strana idea, mi diverto un sacco. Credo che quella bambina sia rimasta dentro di me, devo solo farla convivere con la mia grande che a volte prende il sopravvento.

Devo imparare un po’ dalla spensieratezza che avevo. Essere spensierati apre un sacco di porte in più, regalandoti un mare di emozioni date dai “non pensieri”.

In certi momenti vorrei “non pensare”, andare alla deriva e vedere come va.

Alla deriva di una barca di nome Alice.

Non è detto mai.

Ancora una volta mi accorgo che ogni persona ha un modo diverso di rapportarsi con il mondo. Conosco persone con grossi problemi sulla visione della reale della loro vita, persone che si incastellano nelle proprie idee e altre che hanno chiuso talmente a chiave i propri sentimenti da non saper nemmeno come fare ad aprire di nuovo quel cassetto. Tante persone con idee diverse su come affrontare le giornate. Ho notato però che tutti, e dico tutti davvero, quando si tocca il nervo scoperto si arrabbiano o cercano subito di giustificarsi cercando di convincerti che non è così. Ho imparato che quando ci si inizia ad innervosire, il tasto si è proprio centrato in pieno. Se si riuscisse a notare questo forse capiremmo un sacco di cose in più.

Ci scomponiamo davanti ad una persona che può aver capito il problema vero, perché credevamo di aver costruito una bella protezione tanto forte e robusta da non vederlo neppure noi stessi quel malessere e quando qualcuno scavalca per caso quel muro, ci sentiamo di doverci difendere per proteggerci.

E se invece iniziassimo a guardare oltre quel muro? Cosa vedremmo? Io oltre quel muro ci ho guardato spesso e credo di sapere cosa ci sia, ma smontarlo non è così semplice. Ci vuole forza e impegno, dobbiamo munirci di un martello e di tanta pazienza, e come per i muri veri, a meno che uno non disponga di qualcosa di meglio di un martello, ci va del tempo dettato dalla nostra voglia di abbattere quel muro e da quanto ci fa sentire male scoprire che abbiamo delle vecchie ferite ancora aperte che invece noi pensavamo fossero rimarginate.

Le persone odiano le invasioni del proprio “territorio” e bisogna rispettarlo. Non è sempre il momento per dire certe cose, bisogna aspettare che l’altra persona abbia il desiderio di farvi entrare nel suo mondo, magari vi trovate molto vicini, potete quasi toccare la parete che vi separa, ma siete fuori. Finché sarete dentro non potrete fare nulla. Chissà un giorno riuscirete ad entrare anche voi lì e a fare in modo che l’altra persona si fidi di voi, ma non è detto. Purtroppo non è detto mai.

Dentro me

E’ bello capire le persone. E’ bello riuscire ad interpretare le emozioni, le paure e le difficoltà delle persone che ti circondano. Provare emozioni è forse la cosa più bella che si possa fare e cercare di conoscerle è il modo migliore per migliorarsi. Le sensazioni che ti lasciano anche solo con il tono della voce, le sensazioni che provi in quel momento, consapevole di provare qualcosa, ritengo che sia una nostra capacità importante. Riuscire a smascherare le persone senza dire nulla, senza che lor sappiano che tu hai capito le loro debolezze.

Nessuno è privo di debolezze.

Dovremmo diventare tutti capaci di interpretare le emozioni, saper mettersi nei panni dell’altra persona. Questo porterebbe ad avere meno regole, meno imposizioni. Ci permetterebbe di essere elastici mentalmente e curiosi. Chi nega, nega la propria evidenza.

Vorrei esprimermi meglio.. vediamo se ci riesco..

La mia posizione in merito alle emozioni :

io ritengo che saper riconoscere le emozioni che il tuo corpo prova in determinati momenti della vita o situazioni e saper classificare ed ammettere a se stessi qual è il problema è molto importante per una crescita personale. Saper conoscersi e riconoscersi.

Le persone sono tutte diverse, assorbono e percepiscono il mondo in maniere differente. C’è chi è più sensibile, chi è più duro, chi ha paura, chi non sa amare. Saper capire il perché di un’aspetto del carattere di una persona rende la persona più consapevole e più cosciente di sé. Non è semplice farlo, soprattutto per quelli che pensano che non serva darsi troppo spiegazioni, ma invece sta proprio tutto lì. Se ammettiamo le nostre paure e ne cerchiamo la radice sarà tutto più semplice perché, almeno, ne sapremo il motivo. Dovremmo cercare di portare a galla i nostri dolori, perché il dolore fa parte della vita e chi decide di vivere davvero deve provarlo e accettarlo per capire quanto è bello il mondo. Fa paura provare dolore, lo so, hai ragione, ma dopo il primo momento potrai vedere che non è nulla di diverso dal resto. Non devi avere paura del dolore. 

Mi piacerebbe riuscire a trasmettere le emozioni che provo in questo periodo. Cercherò di elencarle : amore,solitudine,passione,curiosità,desiderio,disagio,inadeguatezza,coraggio, confusione,indecisione,voglia di cambiare,serenità

Non voglio sentirmi una persona inadeguata. Voglio sentirmi bene e condividere le mie emozioni. Voglio saper mostrare le mie debolezze senza aver paura di non essere compresa. Voglio sentire il mio sapore, voglio buttarmi nella vita e nel fare.. sacrificati e sarai ricompensata.

Non desidero far cambiare idea alle persone che mi stanno intorno, non mi interessa. Vorrei solo che le persone amiche e care comprendessero ciò che sento, solo per condividere le emozioni e far provare a loro come ci si sente ad essere me in questo momento. 

Sarebbe bello farli entrare nella mia testa per un momento.. vedrebbero un mucchio di colori.

Tutto quanto

E così finiamo a parlare di amore. Prima o poi doveva capitare.

Che dire? Trovo che sia un argomento difficile, ma nell’ultimo periodo della mia vita ho compreso che forse non l’avevo mai provato davvero. Prima era diverso, io ero diversa. E’ una delle emozioni più complicate da definire. Immagini sempre la storia dei film come se fosse davvero ciò che ti dovresti aspettare. Ci facciamo un mucchio di castelli in aria pensando sempre a come dovrebbe essere, come è l’Amore con la A maiuscola. Invece è tutto l’opposto. I film che ci facciamo distruggono sempre tutto. Come un carro armato che passa sopra ad una lattina di Coca Cola. Le aspettative bruciano tutto.

Essere capaci di vivere il quotidiano, di vivere il sentimento di oggi per quello che è, senza pretese e senza progetti, come fossimo senza un domani, lo rende tutto più speciale. Come se fosse una barchetta lasciata alla deriva in un ruscello che vaga tranquillamente. Senza interessi, senza prospettive. Renderlo speciale per ciò che è.

Io voglio credere che sia semplice. Sono certa che sia semplice.

La vita di tutti i giorni sia speciale, è una cosa che non possiamo perderci e tutti i giorni dobbiamo riuscire a sentirci innamorati e felici delle nostre scelte. Voglio poter essere sicura delle mie emozioni. Io voglio dire sì, ti amo, non forse, magari, può darsi.

Forse non sarà sempre così, l’amore come tutte le cose può avere una fine e non lo nego, ma quanto è bello sentire il cuore che batte, sentirsi appagati da ciò che si condivide? L’amore è ciò che ci rende diversi. Amare vuol dire, amare tutto. Tutto quanto.

Il mondo è tuo.

Cercare la serenità nella paura. Pazzesco.

E’ pazzesco come tante volte la serenità e la paura siano legate insieme. Per trovare serenità molte volte devi passare attraverso la paura di fare una certa cosa. Finchè avrai fifa non ci sarà pace. Mah, spero non per tutte le nostre esperienze di vita, però molte sì. Il sentimento della paura, però non deve essere inteso come una brutta emozione. Alla fine è grazie a quella che capisci e che prima di fare una cosa ti fermi a ragionare. Se non avessimo paura di fare una cosa, la faremmo forse senza nemmeno prendere in considerazione le problematicità che creerebbe.

“La paura è fisiologica” mi dicono le persone che ho vicino. Avere timore di quello che ne sarà di te è un sentimento comune, soprattutto quando si decide che da domani cambia tutto, tutto quello in cui hai sempre creduto o per cui hai sempre lavorato. Bisogna cercare di guardare più in là. Guadare oltre a quella barricata dietro la quale molte volte ci nascondiamo. Guarda bene, prendi un binocolo e osserva oltre. Vedrai un mondo nuovo, un mondo tanto diverso dal tuo, così tanto da desiderare di viverlo e di buttartici dentro. Vai. Scavalca e goditi ciò che è tuo. Tutto il mondo è tuo, tutto.

Cosa penseresti?

Vorrei essere una zanzara per vedere quello che succede. Mi ha sempre attratto questa prospettiva. Una mosca che guarda ciò che ha intorno e che impara dall’osservazione. Mi sento un po’ mosca. Una mosca svolazzante che non si ferma mai.

Immagina di essere un insetto tanto comune e tanto piccolo da essere ignorato dalle persone, cosa penseresti? Probabilmente che siamo tutti pazzi, ma a parte quello, cosa penseresti delle persone che sono nel mondo? Che forse hanno perso un po’ della loro essenza forse, che ricorrono cose inutili e sciocche, che per essere felici non servono ad un tubo. Che i problemi ce li creiamo da soli e che pensiamo troppo. Il nostro cervello lavora troppo, ne sono convinta. Siamo così intelligenti quanto stupidi un sacco di volte. Ci rendiamo la vita un disastro solo per delle sciocchezze, per condurre poi molte volte una vita mediocre, una vita che in realtà non è la nostra.

Un insetto penserebbe che siamo tutti pazzi.

Ignoto

Una vita di alti e bassi. Perché esistono? Non si può trovare il metodo per stare bene sempre? Vivere nell’incertezza di me stessa. Potrei scriverci un libro intero. Io e i miei mille modi di essere, non pensavo di avere così tante personalità. O forse ne ho una sola che continua a nascondersi dietro a mille facce.

Immaturità? O voglia di rompere le scatole? … Forse ho solo una grande voglia di rompermi le scatole in tutti i momenti. Sono alla ricerca di una consapevolezza e una sicurezza in ogni giorno della mia esistenza. Questa continua ricerca di me stessa è a volte un disastro. Costruisce e distrugge una miriade di cose, tutte cose che alla fine però sono importanti e che faccio mie tutte le volte.

Mi piace pasticciare la mia vita, renderla sempre nuova, sempre diversa. Negli ultimi anni di vita non credo di aver mai trovato una vera e propria stabilità emotiva e mentale. Disfo e ricostruisco la mia vita a seconda di quello che mi va di fare in quei momenti. Alcuni possono dire che sono pazza e che il continuare a cambiare possa essere un modo solo di un’evidenza delle mie insicurezze, ma poi mi dico : quali sono le sicurezze di una vita? Il lavoro? La famiglia? Non credo proprio siano sicurezze. Vivere la vita allo sbaraglio alla fine trovo che sia un modo come un altro di essere. Io sono allo sbaraglio, non so cosa vorrei fare, non so dove andrò e nemmeno dove finirò, ma so che quello che faccio l’ho sempre fatto con il cuore e con il desiderio di farcela. Mettermi in gioco per poter essere una persona migliore per me stessa, non per gli altri. Una persona che possa dire che la vita vissuta allo sbaraglio sia un’emozione fatta di mille sapori diversi, fatta di avventura e di ignoto. Io sono sempre nell’ignoto. Io sono l’ignoto.

Scrittura alla rinfusa.

Stavo finendo di scrivere l’articolo precedente qualche minuto fa e mi era venuta in mente uno spunto di pensiero su cui riflettere. Il tempo di dare un clic e mi sono dimenticata tutto. Pensieri che si perdono nelle oscurità del mio cervello. Cavolo, proprio non mi viene in mente.

Mi piacerebbe avere una memoria esterna dove salvare tutti i miei pensieri, i miei sogni e le mie “avventure” per poterli ritrovare ogni giorno, per potermi ritrovare ogni giorno. E’ interessante voltarsi indietro ogni tanto e guardare come si era un momento fa. Quanto si è diversi oggi da ieri.

Potremmo vedere tutte le cose fatte e tutte quelle non fatte. Potremmo rivedere i nostri errori, le nostre esperienze e i nostri sentimenti. Potremmo anche scoprire che di passi avanti se ne sono fatti tantissimi, ma che purtroppo, non si sa come mai, non si riescono a vedere così bene come gli sbagli. Siamo sempre concentrati su quello che non siamo. Il difetto spicca sempre più del pregio, soprattutto se uno è molto severo con se stesso. A proposito : per quale motivo uno dovrebbe essere severo con se stesso? Perché si vuole la perfezione. Essere perfetti per una vita perfetta, che roba da matti. Beh, purtroppo io sono matta, ormai lo so ed è provato, quindi poco è utile continuare questo discorso. La pazzia non si cura, ci si convive.